domenica 24 aprile 2016

Il Giardino Botanico Litoraneo e i cervelli spenti

Sono convinto di una cosa, penso che il rispetto delle persone come dei pensieri e delle parole, delle cose, di chi esse siano, della flora e della fauna di qualsiasi specie e dell'ambiente in generale sia uno di principi fondamentali per vivere in società. A questo, in una società moderna come la nostra, direi di aggiungere un pizzico di conoscenza, intelligenza e umiltà, un minimo di educazione. Sono un sognatore, sarà mai? 
Si, perché purtroppo si intromettono due incognite che spesso vanno a braccetto, una è l'ignoranza, cancro del mondo, l'altra è l'arroganza, figlia della prima..
Lo spunto di questa mia riflessione nasce da una frase scritta e firmata nel quaderno dei visitatori del Giardino Botanico Litoraneo (GBL) di Porto Caleri - Rosolina Mare ( RO), perla del Parco Delta del Po, in cui spesso mi trovo per lavoro.


Ricordo che recentemente il nostro territorio è stato dichiarato Riserva della Biosfera, Patrimonio dell'Umanità con riconoscimento UNESCO, giusto per dire .
Bene, ma giusto per dire, il GBL è gestito dai Servizi Forestali Regionali di Padova e Rovigo, attualmente in servizio a questa perla del Parco del Delta del Po, Riserva della Biosfera, Patrimonio dell'Umanità, ci sono tre persone, che da tre mesi non percepiscono stipendio, il resto degli operatori stagionali sono ancora a casa. Mera questione, un patrimonio senza "schei", tutto da discutere.
Vengo al dunque per spiegare il mio rammarico e il motivo di questo post.
Il GBL è un'area di circa 40 ettari di proprietà della Regione Veneto, la sua caratteristica deriva dalle dune di sabbia che creano determinati e caratteristici ambienti in base alla loro zonazione. Si parla infatti di un transetto che partendo dal mare arriva fino alla laguna, in linea d'aria si tratta di poche centinaia di metri che attraversano però diversi ambienti che variano in base alle caratteristiche fisico-chimiche  presenti (esposizione al vento, salinità del terreno, altezza ed età delle dune, temperatura, umidità, ecc…) che creano una straordinaria biodiversità. Un tempo comuni lungo la costa adriatica caratterizzata da litorali sabbiosi, questi ambienti sono andati pian piano  distrutti per fare posto a strutture ricettive turistico alberghiere, grandi spiagge, villaggi e campeggi hanno preso il posto delle dune e della caratteristica vegetazione. Premesso che a differenza dell’Orto Botanico dove le piante vengono coltivate, nel Giardino Botanico tutto nasce e cresce spontaneo, gli interventi umani si limitano alla manutenzione e messa in sicurezza dei bellissimi sentieri che rendono possibile la sua piacevole visitazione. 


Nel GBL troviamo una fascia di pineta di pino domestico e pino marittino, il pino domestico è frutto di una piantumazione artificiale avvenuta negli anni 50 del secolo scorso, essa ha una funzione di frangivento atta a frenare il vento e l’aerosol marino. E’ noto che tutti gli ecosistemi nascono, crescono, muoiono e si evolvono  in ecosistemi più stabili,  tutto ciò sta accadendo nella pineta del nostro GBL, con una evoluzione a Leccio che è una quercia sempreverde tipica dei litorali e della macchia mediterranea. Il sottobosco pertanto non viene toccato, in primo luogo perché è un’area naturale e come tale deve rimanere, per lo studio dell’evoluzione, per l’ecologia.

Per ecologia si intende il naturale formarsi di un substrato di humus in grado di alimentare le piante considerando la natura sabbiosa del terreno, pertanto lasciare dove cadono rami secchi e tronchi di pino non è negligenza ma una volontà ben mirata al fine di favorire l’inserimento delle catene alimentari che portano alla decomposizione e formazione di humus. Avrei un’altra paginetta da scrivere ma mi fermo, ma se invece di scrivere idiozie chiedevi il perché te lo avrebbero gentilmente spiegato. No invece no perché, oltre a essere ignorante e ci vuoi rimanere sei anche arrogante tanto da permetterti un voto …. Che tristezza!


ph. Mara Santarato, Nicola Donà

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